Quasi vent'anni

Luglio 2008
Quasi vent'anni è il tempo passato dal momento in cui l'ho conosciuta.
Quello che è scattato allora è già stato oggetto di pagine e filmografia, poi il tempo ha avuto ragione per un lungo periodo. Il pensiero era sempre a lei, a quello che era stato, che avrebbe potuto essere.
Persa di vista, senza contatti, sono passati anni alterni nei quali il bisogno di ritrovarla era asfissiante e sopito ma sempre presente.
Poi tramite altre conoscenze ho saputo dove si trovava; ho aspettato parecchio prima di chiamarla, dopo tutto quel tempo ero ancora più indeciso.
Dopo il primo appuntamento - neutro, asettico, falso - non ce l'ho fatta più, sono ritornato a vent'anni prima ed ho preso una porta in faccia.
"E' tutto finito", ho pensato, insieme alla porta si era chiuso anche il passato: cancellato.
Ma era come il mare che si gonfia al largo, non si vede, ma, quando arrivano, le sue ondate sommergono e spazzano via gli ostacoli. E' squillato il telefono, ho riconosciuto il suo numero. Un uragano.

mercoledì 15 maggio 2013

AAA

Specialista in seconde occasioni offresi, grande esperienza nell'attendere che qualcosa succeda e nella gestione delle ossessioni.
In grado di consigliare su come strisciare nel modo più umiliante ed efficace.

martedì 23 aprile 2013

Non è ancora abbastanza


Nel buco dove mi hai mandato a nascondermi c'è spazio solo per me, ma tu insisti ad ossessionarmi, come se non fosse cambiato nulla; le fucilate che mi hai tirato non sono state sufficienti a farmi cambiare idea su di te, così ti trovo sempre appiccicata a me per via del poco spazio a disposizione.
Mi chiedo cosa mai debba succedere perchè io ti detesti abbastanza da cancellarti dalla mia testa.

lunedì 1 aprile 2013

Così lontano

E' solo perchè sono diventato più forte ed in grado di resistere più a lungo che non cedo alla malinconia di questi giorni.
Ho pensato che la quantità di rimpianto è proporzionale alla distanza da un orizzonte che continua a spostarsi, ad un conto che aumenta e del quale non si conosce il totale, ma che andrà pagato tutto in una volta, senza rate.
Sento tutta la distanza che si è creata fra noi. 

martedì 5 marzo 2013

Buia tranquillità

Attraverso di continuo una porta per entrare in una stanza buia; dal suo interno, non visto, posso osservare quello che succede al di là della soglia, la mia vita ed i suoi collegamenti.
Posso trasferirmi a piacimento, ma mi capita spesso di trovarmici senza averlo desiderato o addirittura contro la mia volontà, succede soprattutto prima di addormentarmi.
Mentre sono al buio non posso chiudere la porta ma non ci sono suoni, esattamente come quando stavamo insieme: le nostre vite sempre presenti ci concedevano una qualche tregua silenziandosi.
Non è una vera e propria pace ciò che provo in questi momenti, ma è un bel ricordo.

giovedì 21 febbraio 2013

Una settimana imperfetta

Questa settimana è particolarmente lunga, piena di pensieri e di lenti tragitti casa-ufficio.
Non credo sia una questione di rimorso, piuttosto il dover sopportare il macigno di una decisione e trovare, giorno per giorno, l'espediente per portarlo in giro.
Non riesco (riuscirò?) a vincere questa battaglia, perciò entra pure nella mia testa e restaci quanto vuoi.

giovedì 14 febbraio 2013

Un posto più in là

Ed ecco ora mi alzerò, a Innisfree andrò, là una casa costruirò, d'argilla e canne io la farò;
là io avrò nove filari ed un alveare, perchè le api facciano miele.
E là da solo io vivrò, io vivrò nella radura dove ronzano le api.
E là io pace avrò: lentamente, goccia a goccia,
viene dai veli del mattino fino a dove il grillo canta;
mezzanotte là è un balenio, porpora è mezzogiorno
e la sera è un volo di uccelli.
Ed ecco ora mi alzerò, perchè sempre notte e giorno
posso sentire l'acqua del lago accarezzare la riva piano;
mentre in mezzo ad una strada io sto, sui marciapiedi grigi,
nel profondo del cuore questo io sento


William Butler Yeats, "Innisfree, l'isola sul lago"
Traduzione di Luisa Zappa Branduardi 

venerdì 8 febbraio 2013

Di qua o di là

Esistono amori per i quali si possa dire "avevo torto" o "avevo ragione"?
Che senso ha trovarsi da una delle due parti da soli? E l'altro/a cosa fa, rimane sulla sponda opposta a meditare sui propri errori, a godere di soddisfazione?
Hanno senso situazioni nelle quali si è certi di aver fatto la cosa che andava fatta anche se è sbagliata? Questo è torto o ragione?