Quasi vent'anni

Luglio 2008
Quasi vent'anni è il tempo passato dal momento in cui l'ho conosciuta.
Quello che è scattato allora è già stato oggetto di pagine e filmografia, poi il tempo ha avuto ragione per un lungo periodo. Il pensiero era sempre a lei, a quello che era stato, che avrebbe potuto essere.
Persa di vista, senza contatti, sono passati anni alterni nei quali il bisogno di ritrovarla era asfissiante e sopito ma sempre presente.
Poi tramite altre conoscenze ho saputo dove si trovava; ho aspettato parecchio prima di chiamarla, dopo tutto quel tempo ero ancora più indeciso.
Dopo il primo appuntamento - neutro, asettico, falso - non ce l'ho fatta più, sono ritornato a vent'anni prima ed ho preso una porta in faccia.
"E' tutto finito", ho pensato, insieme alla porta si era chiuso anche il passato: cancellato.
Ma era come il mare che si gonfia al largo, non si vede, ma, quando arrivano, le sue ondate sommergono e spazzano via gli ostacoli. E' squillato il telefono, ho riconosciuto il suo numero. Un uragano.

lunedì 15 marzo 2010

Si arriva sempre, anche quando non si vorrebbe

Prima o poi arriverò, in coda dietro ad un camion enorme sulla provinciale in questa Brianza operosa di finti onesti che con la scusa di essere i soli lavoratori al mondo non ti danno neppure la precedenza.
La strada non è lunga, sono i pensieri che non finiscono mai, ti obbligano a dargli retta per poterli almeno mettere in fila, trovare una sequenza. Resta che tocca accostare e fermare l'auto, spegnere il motore e guardare con gli occhi sbarrati la fila di macchine costrette alla velocità del grosso mezzo, probabilmente contente che uno si sia tolto dai piedi, l'illusione di aver guadagnato terreno.
A quest'ora di sera non sono comunque in molti per strada, quindi la coda si diluisce presto, fino a lasciare che siano i lampioni accesi a dare un segno di vita su questo tratto ed un'auto ogni tanto che passa veloce, forse incredula di aver strada libera davanti.
Lo so che non ne verrò a capo stando lì, chiudere gli occhi e lasciare che la stanchezza arrivi è un modo per ricordare che non posso passare la serata seduto in macchina ai bordi del nulla, quindi riavvio il motore e l'incantesimo si spezza, dove finisce il silenzio?
Alla fine arrivo allo svincolo per entrare in autostrada; il raggio della curva e l'illuminazione dei fari trasformano i rami degli alberi in grandi dita ossute che cercano di trattenermi, ma ormai sono lanciato, tre vuote corsie d'asfalto, so che non ci sono apparecchi di controllo della velocità quindi esagero un po' con l'acceleratore, accendo la radio e alzo il volume perchè so che dopo poco mi darà fastidio così spegnendola avrò l'illusione di un istante di pace, di ritrovare il silenzio,
Lo svincolo di uscita è a pochi metri, dieci minuti e sarò arrivato.

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