Quasi vent'anni

Luglio 2008
Quasi vent'anni è il tempo passato dal momento in cui l'ho conosciuta.
Quello che è scattato allora è già stato oggetto di pagine e filmografia, poi il tempo ha avuto ragione per un lungo periodo. Il pensiero era sempre a lei, a quello che era stato, che avrebbe potuto essere.
Persa di vista, senza contatti, sono passati anni alterni nei quali il bisogno di ritrovarla era asfissiante e sopito ma sempre presente.
Poi tramite altre conoscenze ho saputo dove si trovava; ho aspettato parecchio prima di chiamarla, dopo tutto quel tempo ero ancora più indeciso.
Dopo il primo appuntamento - neutro, asettico, falso - non ce l'ho fatta più, sono ritornato a vent'anni prima ed ho preso una porta in faccia.
"E' tutto finito", ho pensato, insieme alla porta si era chiuso anche il passato: cancellato.
Ma era come il mare che si gonfia al largo, non si vede, ma, quando arrivano, le sue ondate sommergono e spazzano via gli ostacoli. E' squillato il telefono, ho riconosciuto il suo numero. Un uragano.

domenica 11 gennaio 2009

La serenità è un piccolo pensiero

In questo periodo di bassa pressione è bastata la sua capacità di raccontare un banale episodio quotidiano per ridarmi il sorriso; mi ha scritto di come, in questi giorni di nevicate, abbia posticipato il rientro in ufficio preferendo rimanere sotto le coperte. Lo so che non è niente di speciale, ma l'immagine di lei che si crogiola nel letto è stato il mio raggio di sole nel buio, anche se sono invidioso delle coperte che l'abbracciavano al posto mio.

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